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30
lug

Argentina a rischio default

A mezzanotte del 30 luglio scade il termine per il pagamento degli interessi agli obbligazionisti che hanno accettato il concambio dei bond nel 2005 e nel 2010. Per il magistrato americano vanno saldati anche i debiti di chi non ha aderito alla ristrutturazione del debito

Ancora poco più di 24 ore, poi il governo di Buenos Aires sarà costretto a dichiarare il secondo default argentino in 13 anni: il primo causò uno choc economico da 100 miliardi di dollari con la disoccupazione che volò al 25% e decine di migliaia di persone che persero la casa. A catena il fallimento si riversò sulle migliaia di investitori che avevano comprato il debito argentino, i famosi tango bond, allettati dagli alti rendimenti e convinti che il paese non sarebbe mai fallito. Adesso le ombre del primo default tornano pressanti: domani scade il termine per il pagamento sugli interessi agli obbligazionisti che hanno accettato il concambio dei bond nel 2005 e nel 2010. Un ristrutturazione che tagliò del 70% il debito del paese e il valore della carta in mano agli investitori. Non tutti, però, accettarono quel concambio: tra loro anche 50mila risparmiatori italiani che adesso sperano di vincere la loro scommessa.

Per evitare il default, quindi, il paese dovrebbe mettere sul piatto almeno altri 1,5 miliardi di dollari.

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